Leve i Norge

Cronaca delle nostre avventure in Norvegia

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Nordlys: aurora boreale a Oslo

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“Nordlys” (pronunciato nurlys è la parola norvegese per “aurora boreale”, letteralmente “luce del nord”.

Non so se avete avuto modo di leggere o sentire della recente tempesta geomagnetica causata dall’intensa attività solare.

Qui ne abbiamo sentito parlare da ieri. Ieri sera verso le 22:30 un manipolo di ardimentosi targato Opera, tra cui il sottoscritto, si è fiondato nella Nordmarka, la grande zona forestale a nord di Oslo, per cercare di cogliere qualche fotografia dell’evento.

Il tempo non prometteva granché. Nuvoloso su tutta la linea. Benché speranzosi, registravamo un nulla di fatto fino a 5 minuti dal fischio finale. In quel frangente, la massa nuvolosa lasciava un fugace spiraglio al cielo stellato.

Durante l’ora seguente, tra la una e le due della scorsa notte (5 agosto), ci siamo scatenati a fotografare, come ha detto uno di noi, “like there’s no tomorrow”.

Premesso che:

  • era la mia primissima esperienza di astrofotografia
  • il treppiede appena comprato era n’emerita schifezza
  • il mio misero 18-55 d’ordinanza non permette granché
  • 30 secondi di esposizione a ISO 1600 (o più) sono più rumorosi di una cassetta “al ferro” old school
  • a occhio non ho visto una beneamata cippa
  • metà delle foto sono completamente sfocate, visto che avevo lasciato l’autofocus, e al buio non è molto furbo. L’altra metà non sapevo come mettere a fuoco su infinito, quindi capite che disastro…

Premesso tutto questo, il risultato finale è uno spettacolo. Ecco la mia prima aurora boreale catturata in fotografia, per l’ invidia totale dei miei ex-colleghi seguaci di SpaceWeather.com :-)

Aurora boreale a Sognsvann

Aurora boreale a Sognsvann, Oslo

Ero un po’ eccitato, così la prospettiva di farmi un’ora a piedi alle 3 di notte per tornare a casa, visto che i mezzi a quell’ora non girano, non mi ha spostato più di tanto… Per i curiosi, ecco l’ album completo di ieri sera.

Appunti per un radioso futuro da astrofotografo:

  • Un treppiede serio please
  • Portare una torcia. Il cellulare non è sufficiente
  • Imparare come si mette a fuoco su infinito senza guardare la macchina
  • Comprare un obiettivo magari 10-20mm decente?

Prossima settimana, stelle cadenti!

Scritto da cstrep

5 agosto 2010 alle 23:33

La nostra prima volta al Legevakten

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Karl Johans Gate

Lo scorso 17 maggio eravamo in giro per i festeggiamenti del “Syttende mai” (17 maggio in norvegese) la festa nazionale norvegese. È stata una festa come sempre molto suggestiva, con molti norvegesi in abito tradizionale.

Abbiamo fatto una passeggiata con i bimbi per il centro, scattando qualche fotografia. Verso le 11 e 30 abbiamo iniziato ad incamminarci verso la destinazione scelta per il pranzo, Artepazza, una pizzeria italiana.

L’orario di apertura è in genere mezzogiorno. I bimbi ormai per il pranzo si sono sintonizzati sull’orario norvegese (11:30), quindi abbiamo avuto cura di trovarci la’ alle 12 in punto, per scoprire che l’apertura quel giorno era alle 12:30. Dopo un po’ di giretti, alle 12:35 era ancora chiuso, e avevamo perso la speranza, visto che all’interno della pizzeria non sembrava esserci nessuno. Mentre eravamo già sulla via del ritorno, la porta improvvisamente si è aperta. I bimbi erano super affamati e stanchi.

Parentesi sulla pizza

La pizza marinara di Artepazza

Mezz’ora dopo stavamo mangiando la nostra (buona, finalmente) pizza. A Oslo è praticamente impossibile mangiare una pizza decente, tranne che in (almeno) questi 4 posti:

Questi sono i posti su cui c’è un consenso più o meno generale sul fatto che facciano una decente pizza italiana, anche se noi non siamo ancora mai stati da Mimmo.

Torniamo al dunque

Finita la pizza, ci concediamo un dolcino e finalmente il primo limoncello da quando siamo a Oslo. Fantastico. Conosciamo quindi Renzo, il proprietario del ristorante, molto gentile. Facciamo due chiacchiere, e scopriamo che lui è qui a Oslo da circa 10 anni.

Mentre parliamo così un po’ del più e del meno, i bimbi corrono in giro per il locale. Ad un certo punto, si sente una botta. Andrea è caduto. Quando si rialza, sanguina copiosamente dal sopracciglio destro. Cerchiamo qualche fazzoletto, ma il taglio è profondo e sanguina troppo.

In quel momento, ci prende un po’ il panico, poi Renzo si offre di accompagnarci con la sua auto al Legevakten (letteralmente, “la guardia medica”), il pronto soccorso. In una decina di minuti siamo lì. Andrea ovviamente piange e si agita. Cerco di calmarlo.

Al pronto soccorso

Nel frattempo la ferita ha smesso di sanguinare. Prendiamo il numero e aspettiamo una decina di minuti. Spieghiamo il problema all’accettazione e aspettiamo ancora. Dopo circa mezz’ora passata a distrarre Andrea in qualsiasi modo possibile, entriamo.

E’ una stanza attrezzata con un lettino operatorio. Dopo qualche minuto entra il dottore. Ci spiegano che servono almeno tre punti. Capiscono che Andrea è un torello e non se ne starà tranquillo a farsi cucire. Il dottore fa preparare una siringa con calmante e anestetico. Mi dicono che probabilmente Andrea dormirà o darà segni di ubriachezza :)

Nel frattempo Andrea ha fatto la cacca. Pit stop improvvisato e l’ infermiera gli fa l’iniezione. Ci dice di stare tranquilli per una decina di minuti, che poi arriverà il dottore.

Mentre siamo da soli, Andrea si ribella violentemente. Vuole scendere dal lettino. Lo tengo in braccio per paura che, essendo un po’ stordito dai tranquillanti, cada a terra. Lui si dimena con forza. Mi dice che vuole scendere. Con timore, lo faccio scendere. Appena due passi, barcolla come ubriaco e cade a terra.

È stato uno dei momenti più orribili da quando sono papà. L’ho visto cadere ma non ho capito se ha sbattuto la testa, mi dava le spalle. Mi butto verso di lui per vedere la ferita. Forse non ha battuto lì, ma sanguina ancora più abbondantemente. Siamo soli. Le infermiere non arriveranno prima di 10 minuti. Cerco di calmarlo ma Andrea è spaventato, agitatissimo e urla. Il sangue gli copre metà della faccia, e gli va anche nell’occhio…

Cerco un pulsante di segnalazione. Vedo un bottone rosso. Lo schiaccio. Dopo un paio di minuti in cui ho tamponato la ferita con circa 800 fazzoletti di carta, arriva un’altra infermiera. Mugugna qualcosa, guarda la ferita e va via. Finalmente, dopo ancora qualche momento, i calmanti addormentano Andrea.

I punti

Mentre ancora dorme, il dottore prova a toccarlo. Si sveglia e urla immediatamente. Allora io e l’infermiera lo teniamo fermo, e il dottore gli sutura la ferita. Io gli sono di fronte. Mi guarda inferocito e sempre più spaventato. Tutti i miei tentativi di calmarlo sono ovviamente inutili.

Finiti i punti, pulito tutto, messo il cerottone, e siamo di nuovo da soli. Lo guardo. L’occhio è gonfio. Mi hanno avvisato che diventerà più gonfio e blu. E’ tutto normale. Cerchiamo di calmarci e rilassarci tutti e due. Andrea è ancora sotto l’effetto dei tranquillanti, e più tardi dormirà profondamente.

Non riesce a camminare. Tengo lui su un braccio, una busta con qualche cosa dentro nell’altro, ed esco. Chiamo un taxi. Saliamo. Qualche minuto e Andrea dorme di nuovo. Arriviamo a casa finalmente. Lo sdraio sul suo letto. Dormirà fino alle 8 di sera. Cena e poi ancora una dormitona fino alla mattina successiva.

Quel giorno, il Re Harald e la Regina Sofia sono venuti a visitare proprio il nostro quartiere, a 50 metri dal nostro appartamento, e mentre loro passavano, con fanfare, bande scolastiche, ecc… Andrea dormiva poverino nel suo letto, stremato dalla brutta esperienza e dai tranquillanti… poverino.

Come è andata a finire…

Una settimana dopo siamo andati dal nostro dottore a togliere finalmente i punti. Anche li’ è stata un po’ sofferta, ma niente al confronto. E siccome è stato così bravo, si è meritato una fantastica ruspa nel suo negozio spacciatore di giocattoli preferito :)

Dobbiamo ancora appendere in camera sua il diploma del Legevakten, che immagino diano a tutti i bambini. Sul suo c’è scritto che “Andrea var flink på Legevakten”. “Andrea è stato molto bravo al pronto soccorso, 17-Maggio-2010″.

Scritto da cstrep

30 maggio 2010 alle 23:07

Pubblicato in bimbi

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Rottevakt

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Il weekend di Andrea e Robbie

Rottevakt di Andrea

La “Rottevakt” è letteralmente la “guardia al ratto”. È una tradizionale attività dell’ asilo di Andrea. Si tratta di ospitare Robbie, il rattone di stoffa modello Ikea, per un fine settimana.

Ogni bambino lo ospita per un intero fine settimana, e il compito, in questo caso dei genitori, è di fare un resoconto delle eccitanti avventure di Robbie insieme ai bimbi, con fotografie e un breve racconto.

Devo dire che ci siamo veramente divertiti a far trastullare Robbie inventando cose da fare per lui e i nostri bimbi. Il tutto cadeva in contemporanea con il 2° compleanno di Giulia, e con l’arrivo a Oslo della nonna Antonietta. Penso che fosse la prima volta di Robbie all’ aeroporto di Oslo

Alla fine del weekend, i genitori trascrivono tutte le avventure di Robbie e allegano qualche fotografia in un libro che viene passato di famiglia in famiglia.

Alla fine dell’anno, in questo libro è trascritta tutta la storia di Robbie, famiglia per famiglia, con tutto quello che ha fatto. È un modo simpatico e creativo per coinvolgere i bambini (e i genitori) nella vita dell’ asilo.

Scritto da cstrep

8 maggio 2010 alle 15:05

Pubblicato in bimbi, vivere in norvegia

DSLR e il gruppo 365

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Bene, sono da oggi ufficialmente alla ricerca di una fotocamera digitale. Da quando mi sono iscritto al gruppo di fotografia 365 su My Opera, una foto al giorno per un anno, sto iniziando a guardarmi in giro un po’ più attentamente, alla continua ricerca di qualche particolare o paesaggio interessante da fotografare.

Direi no alle compatte, perché a quel punto sarebbe sufficiente il cellulare. Punterei su una reflex digitale economica o medio-economica, magari un modello usato, con almeno un paio di buone lenti, nuove. Su ebay ci sono offerte decenti, sembra.

Accetto consigli.

P.S.: per i curiosi, questa è la fotografia che ha inaugurato il mio album su 365.

Scritto da cstrep

31 maggio 2009 alle 12:43

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Io l’avevo detto, ovvero “Il diesel conviene…”

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Io l’avevo detto, non so se qualcuno potrebbe testimoniarlo, forse non c’era nessuno ad annotare i miei pensieri 6-7 anni fa. Era il momento in cui tutti parlavano delle auto a diesel, “sai, conviene”, oppure “Sto pensando di comprare un diesel”.

Allora costavano molto di più del benzina, e c’era un po’ il mito del diesel “fumoso”, “rumoroso”, e dalla “manutenzione costosa”. Poi, dopo qualche anno, la virata decisa. Si compravano più diesel che benzina, anche se comunque più costosi.

Ma in ogni caso, 6-7 anni fa, pensavo “quando succederà che la maggioranza passerà al diesel, sicuramente troveranno un modo per aumentare il prezzo al distributore”, che allora era di 0,8 euro circa (?), molto meno della benzina comunque.

Io l’avevo detto, ed è successo. Anzi, più che successo. Una trombata universale. Dalla copertina del “Teknisk Ukeblad”, potrebbe suonare come il “Settimanale Tecnico”, c’è una fotografia di un distributore:

Diesel: 13,59
95 oktan: 13,07

Al cambio attuale, sono 1,716 € per un puzzolente litro di nafta, sì quella cara vecchia nafta che sapeva di TIR e camionista tatuato, quella stessa nafta che ora è il BluDiesel, il diesel pulito, perfetto, e non fa fumo e non inquina. Puah! Per la benzina, verde e cancerogena come sempre, 1,650 €.

Diciamo che per ora, beato me, decresco felicemente senza automobile. Quando tornerò in Italia, si vedrà.

Scritto da cstrep

7 giugno 2008 alle 22:02

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Vecchi video di Andrea

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Ogni tanto, quando sento la mancanza della mia famiglia, pesco nel cellulare o nel portatile qualche vecchio video o fotografia.

Gli ultimi che ho visto li ho caricati su YouTube.

Scritto da cstrep

9 dicembre 2007 alle 09:52

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Camminata per Oslo

con 3 commenti

Oggi sono stato in giro a “bighellonare”. Ok, in realtà per vedere i vari quartieri come si presentano. Partito da casa, ho preso la linea 11 (tram) verso il centro di Oslo.

Sono sceso a Kirkenstein, o qualcosa del genere. Volevo andare a cambiare un po’ di euri. Nelle vicinanze c’è una macchinetta automatica cambia-valuta, mai vista prima.

Essendo la macchinetta fuori servizio, ho ripreso il tram, questa volta la linea 12 fino a Majorstuen. Volevo vedere quella parte della città, che è abbastanza simile a Grünerløkka, piena di negozi e ristoranti molto “trendy”, con una concentrazione di italianità, vera o soltanto presunta, veramente notevole.

Da Majorstuen sono tornato a casa a piedi, attraversando le zone di Rosenborg, Bislett, che credo sia un po’ la zona studentesca.
Poi Parkveien, Pilestredet, Möllerveien, Nordre gate e ritorno a casa. In tutto circa 4 chilometri. Se decidete di venire a Oslo d’inverno portatevi i guanti, il cappello, la sciarpa e una bella giacca che tenga caldo!

In giro per Oslo c’è una concentrazione anomala coppie giovani, di bambini, passeggini e passeggini doppi. Ma posso capire perché. Qui lo stato promuove una politica “attiva” in favore delle famiglie, fornendo assistenza e contributi mensili per chi fa figli, anche se i figli li ha fatti all’estero, e poi immigra in Norvegia, come nel nostro caso. Altro che mille euro fantasma, dati e subito tolti, dal governo italiano.

Prima che la batteria del cellulare si scaricasse, ho fatto qualche fotografia.

Scritto da cstrep

17 novembre 2007 alle 21:10

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